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Tecnicismi vari di un Sysadmin Linux ma anche qualcosa della sua vita

Riflessioni —

Una strana giornata oggi, una giornata che mi porta a fare delle considerazioni e delle riflessioni.
È uno strano periodo questo, sto sperimentando pesantemente sul lavoro, si sono sbloccate delle nuove realizzazioni e sto cambiando pesantemente il modo di lavorare in ditta se ho ragione (e ho ragione) dovremmo in un lasso di tempo abbastanza breve avere un incremento delle prestazioni di tutto rispetto, a giorni faro’ la cosa forse più bella e importante della mia vita sin ora, senza dubbio senza nessun dubbio la più gratificante, ben difficilmente mi capiterà di nuovo una cosa del genere.
Ho cominciato mettendo le mani sul primo dei due nuovi server che faranno da bastion host, la prima sgradevole sorpresa e’ che le macchine non hanno lettore cd, ma fa niente tanto oggi si fa tutto via USB, peccato che anche facendo una chiavetta bootable il server non la legge, quindi old way uso un cd esterno e guarda caso funziona.
Mentre sto preparando il lavoro sento uno dei miei Fratelli, quelli che secondo me sono più fratelli di quelli di sangue (poco dopo via mail un mio consanguineo mi chiederà una cosa senza neanche dire ciao e poi ditemi che sono uno stronzo perchè voglio avere a che fare con la famiglia che mi son costruito e non quella che mi son ritrovato), e organizzo una parte del we, il we vero e proprio è già schedulato da un pezzo e sono teso, non preoccupato ma teso si.
Riesco a fare un magheggio per poter lavorare sul nuovo server senza buttare giù il server omologo che sta lavorando, apro una parentesi sto lavorando su un nuovo (vecchio) sistema operativo, e le precedenti esperienze non sono state entusiasmanti, quindi parto prevenuto, e le sorprese arrivano puntuali, poco importanti e risolvibili abbastanza facilmente ma arrivano per la serie tu non puoi avere una giornata senza rotture di coglioni, ok ci sta fa parte delle regole del gioco, e poi e’ molto meno peggio della lavorazione di venerdì scorso, non ti lamentare della gamba sana.
Sempre prevenuto faccio un passo per volta per arrivare dove voglio arrivare, il primo fila liscio, il secondo anche, prendo fiducia e mi dico ok comunque sia la macchina gira provo ad ottimizzare il kernel e lo compilo, primo colpo fila liscio tutto, ma porco $divinita’_a_piacere venerdì scorso ho cominciato alle 6 di mattina e ho finito alle 3 di sabato facendo e rifacendo queste stesse identiche cose, con lo stesso identico sistema operativo e non sono riuscito a venirne fuori in nessun modo, a tal punto da cominciare a pensare che mi sono rincoglionito del tutto e di non essere più capace, quindi la differenza e’ il ferro, aveva ragione il mio papa’ ogni giorno impari una cosa nuova specie se sei un tecnico, qui a parità di sistema operativo l’hardware fa tutta la differenza.
Mi sono meritato un dirty oggi, e quattro chiacchere da bar, mi aiuta a riordinare le idee e a programmare i passi successivi, pensandoci un istante questo “arzigogolo” mi permette di preparare come si deve una macchina critical mission senza fermare delle funzioni importanti anzi critiche, un anno fa non ci avrei pensato, avrei schedulato il lavoro di sabato e domenica per far trovare tutto ok lunedì.
Ceniamo e guardiamo un TF registrato nei giorni scorsi, storie di black ops storie che conosco anche troppo bene, una frase di uno dei protagonisti mi colpisce, situazione ovviamente drammatica lui ferito all’addome (pessimo cliente una ferita di quel tipo) chiama la ex moglie dall’altra parte del mondo sostanzialmente per chiederle scusa, e dice queste parole “mi hai dato tanto amore che non sapevo cosa farne” ho fatto un salto indietro di 22 anni, ero io nel 1997, solo che a differenza del protagonista vuoi per fortuna, vuoi per volere divino, vuoi per quel che sia io ho saputo cosa farmene di quell’amore, l’ho usato per ritrovare il mio perduto equilibrio, l’ho usato per diventare una persona migliore di quella che ero, l’ho usato per inquadrare meglio cosa è stato e cosa voglio fare, ho ridotto il numero di incubi, con gli anni ho smesso di voltarmi come un cobra che attacca quando mi toccavano alle spalle, non mi importa quasi più di non avere le spalle al muro quando sono in un locale, ho rinunciato a cose che erano la mia stessa vita e non mi e’ pesato per nulla (quasi).
Al di la della spettacolarizzazione cinematografica io capisco il protagonista, so come si sente, e mi rendo conto che per fortuna, intervento divino, volontà e quant’altro non mi viene in mente, ma forse solo molto più banalmente opportunità io ho fatto una strada diversa, e pur ammettendo che molte cose del mio passato mi mancano non tornerei indietro, forse non sono degno di tutto l’amore che mi e’ stato dato, e non parlo solo di mia moglie che e’ quella che mi ha cambiato la vita nel vero senso della parola, penso ai miei Amici, ad alcuni colleghi di lavoro, al mio principale che ha sempre creduto in me prima umanamente e poi professionalmente, penso a padre Pierangelo che non avrebbe scommesso un centesimo sul matrimonio tra me e Ale, penso alla mamma di Ale che mi ha detto ho sbagliato a valutarti sei una bella persona, penso a quell’amica di famiglia che mi ha detto tu mi fai bene, quando sono giù e parlo con te tu mi fai bene.
Credo di aver usato al mio meglio l’amore che  mi e’ stato dato, forse anzi sicuramente avrei potuto fare di meglio, ma non ho finito e non ho intenzione di tirare i remi in barca.


Categorised as: Life

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